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Whale Watching, Dolphin Swimming and Scuba Diving in the Azores

Balenottera di Bryde a Pico

clock July 15, 2010 22:21 by author Enrico

Luglio ci riserva una sorpresa eccezionale con l'avvistamento per ben due giorni consecutivi di una Balenottera di Bryde (Balaenoptera brydei), un incontro decisamente raro qui alle Azzorre.
Contrariamente alle balenottere che avvistiamo regolarmente, come l'azzurra, la comune e la boreale, la Balenottera di Bryde predilige acque tropicali per tutto il corso dell'anno e raramente si avventura a nord fino alle nostre latitudini.
L'emozione dell'incontro ravvicinato con la Balenottera di Bryde ha raggiunto l'apice quando l'abbiamo vista mangiare in superficie, a pochi metri dalla nostra barca.
Il suo tranquillo pranzare ci ha permesso di osservarne i fanoni, utilizzati dalle balenottere per filtrare il cibo dall'acqua di mare (vedi foto di sotto).


Balenottera di Bryde mangia pesce in superficie (Balaenoptera brydei)
Foto di Petra Szlama - CW Azores Staff

Questo animale può raggiungere una lunghezza massima di 15 metri e un peso intorno alle 25 tonnellate.
La Balenottera di Bryde deve il proprio nome al baleniere norvegese Johan Bryde e, proprio perché si tratta di un nome norvegese, la sua pronuncia è più simile a 'briu-du' che a 'braid' (come si pronuncerebbe in inglese).


Balenottera di Bryde (Balaenoptera brydei)
Foto di Sara Rezk - CW Azores Staff

Riconoscere una Balenottera di Bryde non è cosa semplice, soprattutto in acque frequentate anche dalla Balenottera comune e, in particolare, dalla Balenottera boreale.
La caratteristica più distintiva della Balenottera di Bryde è la presenza di 3 creste longitudinali sulla parte dorsale del muso, mentre le altre balenottere ne hanno una sola, che si estende dalla punta del muso fino agli sfiatatoi.
Come è facile immaginare, però, è un'impresa ardua riuscire a vedere dall'alto la testa della balenottera mentre emerge!


La balenottera di Bryde si avvicina alla nostra barca e mostra le pieghe sottogolari, che le
consentono di aumentare il volume della cavità orale per filtrare una maggiore quantità d'acqua
Foto di Petra Szlama - CW Azores Staff 

Più facile è distinguere la Balenottera di Bryde da quella comune, dato che quest'ultima presenta una colorazione differente tra guancia destra e quella sinistra.
La guancia destra della Balenottera comune, infatti, è bianca, mentre quella sinistra è di colore grigio uniforme.
Le fotografie di entrambi i lati dell'animale e, secondariamente, la forma della pinna dorsale e il comportamento durante la riemersione ci hanno permesso di escludere che l'individuo avvistato fosse una Balenottera comune.
Infine, la presenza di una cresta longitudinale all'esterno di quella principale, fotografata da entrambi i lati della balenottera, ci ha permesso di identificare positivamente la Balenottera di Bryde.


Delfini comuni insieme alla Balenottera di Bryde
Foto di Sara Rezk - CW Azores Staff

Questo magnifico quanto raro avvistamento è un'ulteriore testimonianza della grande diversità di specie di cetacei che è possibile incontrare qui alle Azzorre.

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Speciale Primavera 2011 - posti limitati

clock June 5, 2010 04:49 by author Enrico

Dopo gli incredibili avvistamenti e il conseguente successo della stagione 2010, sono aperte le iscrizioni al programma Giganti del Mare 2011.
Grazie all'entusiasmo e all'interesse di chi ci ha raggiunto sull'isola di Pico durante i mesi di aprile e maggio 2010, l'esperienza di integrazione tra le nostre attività di ricerca e di Whale Watching si è rivelata estremamente positiva.

Proprio per questo abbiamo deciso di lanciare il nuovo programma Giganti del Mare 2011 con una novità che farà piacere ai veri appassionati di cetacei, limitando a 12 il numero massimo di partecipanti per settimana.
Come d'abitudine, il programma Giganti del Mare unisce alle numerose uscite in mare un forte lato educativo, attraverso le presentazioni che si tengono presso il nostro centro, le visite ai musei e alle torrette di avvistamento.


Balenottera azzurra (Balaenoptera musculus)
Foto scattata dalla studentessa Veronica Rossin, che si è unita al team di CW Azores per la sua tesi di Laurea

Poiché la nostra ricerca è interamente finanziata dall'attività di Whale Watching, un grazie di cuore va a tutti i nostri ospiti che, pagando le escursioni in mare, ci hanno permesso di trascorrere molto tempo in compagnia dei cetacei per la raccolta dati e la fotoidentificazione.

Per maggiori informazioni sul programma e su come iscriversi, visita la pagina Giganti del Mare 2011.

Ancora grazie da parte di tutto lo Staff di CW Azores!

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La Grande Azzurra

clock April 21, 2010 23:53 by author Enrico

C'è un animale leggendario, che anima la fantasia di grandi e piccini come e più dei giganteschi dinosauri di Hollywood.
A differenza dei dinosauri, però, si tratta di un animale che è possibile incontrare in carne e ossa, dato che la Balenottera azzurra, l'animale più grande che sia mai esistito sul nostro pianeta, vive ancora nei nostri oceani rivelandosi ai curiosi ed emozionatissimi 'whale watchers' con un soffio che può superare i 9 metri di altezza.


Il soffio della Balenottera azzurra (Balaenoptera musculus)

Oltre che per la considerevole stazza e per l'altezza del soffio, la Balenottera azzurra è facilmente distinguibile dagli altri misticeti per via dei riflessi azzurrognoli sul dorso e per le modeste dimensioni della pinna dorsale (vedi foto di sotto).

 
L'inconfondibile dorso e pinna dorsale della Balenottera azzurra   

Qui alle Azzorre, nell acque intorno all'isola di Pico, è molto raro che una Balenottera azzurra mostri la coda prima di immergersi ed è proprio per questo che siamo particolarmente felici di aver assistito a tale evento, per ben due volte, durante l'uscita di Whale Watching di ieri mattina.

Ecco le foto dell'intera sequenza di immersione:

Come in tutti i misticeti (i cetacei con i fanoni), le Balenottere azzurre femmine sono più grandi dei maschi. Sebbene ciò possa apparire come un'anomalia nel dimorfismo sessuale, da un punto di vista evolutivo questo ha un senso. In inverno, infatti, le balenottere migrano verso latitudini più basse, dove danno alla luce e allattano i propri piccoli.
Le acque tropicali e subtropicali, benché calme e termicamente più confortevoli per i nuovi nati, sono in generale poco produttive. La radiazione solare stratifica la colonna d'acqua, limitando la possibilità di riciclo dei nutrienti. Come risultato, le mamme balenottere si trovano ad affrontare lo sforzo del parto e dell'allattamento proprio nel periodo dell'anno in cui possono nutrirsi di meno o non si nutrono affatto. Non deve perciò sorprendere che la selezione naturale abbia privilegiato femmine di grandi dimensioni, in grado di affrontare il titanico sforzo della maternità senza subirne un deperimento irreversibile.
Questo è davvero titanico - un piccolo di Balenottera azzurra può bere circa 400 litri di latte al giorno!


Una cascata d'acqua dalla coda di una Balenottera azzurra

La stagione dei giganti continua e, come diciamo sempre, l'oceano è il luogo dove è lecito aspettarsi l'inaspettato.
A presto qui sul Blog di CW Azores ;-)

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In compagnia delle Orche

clock April 2, 2010 21:32 by author Enrico

C'è una domanda che mi viene posta di frequente - Qual è il tuo cetaceo preferito? -
La mia risposta, invariabilmente, è che non esiste una specie che io ami più delle altre, ed è una risposta sincera. D'altro canto, c'è una specie a cui mi sono interessato prima che a tutte le altre, quando ero ancora bambino.
Si tratta dell'Orca (Orcinus orca), il più grande esponente della famiglia dei Delfinidi. Chiamate ingiustamente 'Killer Whale', le orche, come tutti gli altri cetacei, non mostrano alcuna aggressività nei confronti dell'uomo.
Dato che visitano raramente le nostre acque, siamo stati particolarmente felici di poterle incontrare ieri mattina a sud della nostra isola di Pico.


Orca (Orcinus orca)

Le orche sono spesso (e indiscriminatamente) ritenute pericolose per i delfini e le balene. In effetti, vi sono popolazioni di orche che si nutrono esclusivamente (o quasi) di altri mammiferi marini, ma ve ne sono altre che sono strettamente piscivore. Accanto a queste, vi sono poi orche che sembrano essere molto meno rigide nella scelta delle loro prede.
Le abitudini alimentari, di fatto, dipendono dalla cultura del singolo gruppo o popolazione di orche. Le loro nuove leve, proprio come le nostre, apprendono tecniche di caccia consolidate da generazioni e generazioni all'interno del proprio contesto sociale e ottimizzate per avere la meglio su un determinato tipo di preda. 

 
Cucciolo di Orca

Poco si sa delle orche che passano dalle Azzorre, dato che il numero esiguo di avvistamenti ne rende difficile lo studio. Sarebbe perciò incauto e prematuro formulare ipotesi sulle abitudini alimentari delle 'nostre' orche. Ci limitiamo quindi a osservare che, nell'area in cui le abbiamo incontrate ieri, era presente un gran numero di delfini che non sembravano minimamente preoccupati dalla presenze delle loro 'cugine' più grandi.

Durante il tempo passato con le orche abbiamo avuto modo di documentare la presenza di due coppie mamma/piccolo, ma nessun maschio adulto.
Ci si può chiedere come sia possibile determinare il sesso di un'Orca senza osservarne la regione genitale. La risposta è nella pinna dorsale, più piccola e più arcuata nella femmina che nel maschio e che rappresenta pertanto un carattere sessuale secondario.
Molto più difficile è determinare il sesso dei cuccioli, dato che le loro pinne dorsali, indipendentemente dal sesso, sono simili per forma a quelle delle femmine adulte. Solo con il raggiungimento della maturità sessuale, infatti, le pinne dei maschi diverranno più alte e più diritte, raggiungendo un'altezza massima di circa 1.80 metri.

Salutiamo il passaggio delle orche con un sorriso, ritenendoci molto fortunati. D'altro canto, come dice il proverbio, la fortuna aiuta gli audaci!
Se c'è una cosa che vorrei riuscire a trasmettere a ogni persona che viene da noi per incontrare balene e delfini, seconda per importanza solo alla presa di coscienza che i cetacei hanno bisogno di essere protetti in TUTTI i mari del mondo, è che l'oceano è il luogo dove tutto può succedere e dove le emozioni più belle e inattese possono arrivare senza alcun preavviso.

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Le prime foto di Francesco Rossi

clock February 9, 2010 21:17 by author Enrico

In anteprima le prime fotografie realizzate da Francesco Rossi a Pico nel corso delle stagioni 2008 e 2009.
Si tratta di un incontro con i Tursiopi, una delle specie di delfini più inclini al contatto con l'uomo. L'essenza di questi incontri, in cui i delfini non sono né attirati né nutriti, è solo la reciproca curiosità.


Occhi negli occhi con i Tursiopi (Tursiops truncatus)
Foto di Francesco Rossi

Francesco utilizza la fotografia per documentare e raccontare una storia. In questo caso è la storia del rapporto tra le Azzorre e i cetacei, dai tempi della caccia al Capodoglio fino alla protezione di tutte le specie e allo sviluppo del Whale Watching.
Francesco ha scelto il bianco e nero per raccontare le sue 'Azzorre' e, come sempre, si occupa personalmente dei processi di sviluppo e stampa delle fotografie.


Curiosità reciproca tra i Tursiopi (Tursiops truncatus) e Francesco Rossi (Homo sapiens)
Foto di Francesco Rossi

Ringraziamo di cuore Francesco per questo regalo e lo attendiamo con trepidazione nel 2011 per una mostra fotografica sull'isola di Pico.

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The Azores are one of the very top destinations in the world for whale watching and swimming with the dolphins.
The archipelago is the second best group of islands in the world for sustainable tourism, according to National Geographic Traveller.

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