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Whale Watching, Dolphin Swimming and Scuba Diving in the Azores

Balenottere comuni e boreali

clock April 23, 2010 21:19 by author Enrico Villa

Durante le nostre uscite in mare non è sempre facile distinguere la Balenottera comune (Balaenoptera physalus) dalla Balenottera boreale (Balaenoptera borealis).
Sebbene la Balenottera comune sia in generale notevolmente più grande di quella boreale, vediamo spesso animali ancora giovani e, quindi, non ancora completamente cresciuti. A complicare le cose, nei misticeti (i cetacei con i fanoni) le femmine sono più grandi dei maschi, ma non è facile stabilirne il sesso osservandole dalla barca. Non è perciò raro incontrare balenottere comuni e boreali di lunghezza e massa corporea comparabili, a seconda dell'età e del sesso.
Come è possibile, allora, distinguere queste due specie?
Caratteristica unica della Balenottera comune è il colore bianco in corrispondenza della mandibola destra, che è chiaramente distinguibile dal grigio uniforme della 'guancia' sinistra e dal grigio uniforme di entrambi i lati delle Balenottere boreali. 

Il colore bianco del labbro inferiore nella Balenottera comune 

A livello comportamentale, durante la riemersione di una Balenottera boreale è spesso possibile osservare contemporaneamente gli sfiatatoi e la pinna dorsale, mentre il maggior inarcamento del dorso da parte della Balenottera comune al momento di immergersi preclude spesso la possibilità di vedere sfiatatoi e pinna dorsale nello stesso momento.

 
Una Balenottera comune torna in superficie
Una Balenottera boreale torna in superficie: nota la pinna dorsale in procinto di emergere mentre
gli sfiatatoi sono ancora visibili

La variabilità di forma e dimensioni della pinna dorsale può a sua volta creare incertezza nella determinazione della specie.
In generale, tuttavia, la pinna dorsale della Balenottera boreale tende a essere più alta e falcata di quella della Balenottera comune.

Pinna dorsale di una Balenottera Boreale

 
 
Pinna dorsale di una Balenottera comune

 
Quando questi animali raggiungono dimensioni ragguardevoli diventa più facile determinarne le specie. La Balenottera comune, infatti, è il secondo animale più grande del nostro pianeta e tende a essere molto più massiccia della sua 'cugina' boreale.
E l'animale in assoluto più grande che sia mai esistito sul nostro pianeta? E' ancora una volta una balenottera e puoi saperne di più cliccando... qui!

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La Grande Azzurra

clock April 21, 2010 23:53 by author Enrico Villa

C'è un animale leggendario, che anima la fantasia di grandi e piccini come e più dei giganteschi dinosauri di Hollywood.
A differenza dei dinosauri, però, si tratta di un animale che è possibile incontrare in carne e ossa, dato che la Balenottera azzurra, l'animale più grande che sia mai esistito sul nostro pianeta, vive ancora nei nostri oceani rivelandosi ai curiosi ed emozionatissimi 'whale watchers' con un soffio che può superare i 9 metri di altezza.


Il soffio della Balenottera azzurra (Balaenoptera musculus)

Oltre che per la considerevole stazza e per l'altezza del soffio, la Balenottera azzurra è facilmente distinguibile dagli altri misticeti per via dei riflessi azzurrognoli sul dorso e per le modeste dimensioni della pinna dorsale (vedi foto di sotto).

 
L'inconfondibile dorso e pinna dorsale della Balenottera azzurra   

Qui alle Azzorre, nell acque intorno all'isola di Pico, è molto raro che una Balenottera azzurra mostri la coda prima di immergersi ed è proprio per questo che siamo particolarmente felici di aver assistito a tale evento, per ben due volte, durante l'uscita di Whale Watching di ieri mattina.

Ecco le foto dell'intera sequenza di immersione:

Come in tutti i misticeti (i cetacei con i fanoni), le Balenottere azzurre femmine sono più grandi dei maschi. Sebbene ciò possa apparire come un'anomalia nel dimorfismo sessuale, da un punto di vista evolutivo questo ha un senso. In inverno, infatti, le balenottere migrano verso latitudini più basse, dove danno alla luce e allattano i propri piccoli.
Le acque tropicali e subtropicali, benché calme e termicamente più confortevoli per i nuovi nati, sono in generale poco produttive. La radiazione solare stratifica la colonna d'acqua, limitando la possibilità di riciclo dei nutrienti. Come risultato, le mamme balenottere si trovano ad affrontare lo sforzo del parto e dell'allattamento proprio nel periodo dell'anno in cui possono nutrirsi di meno o non si nutrono affatto. Non deve perciò sorprendere che la selezione naturale abbia privilegiato femmine di grandi dimensioni, in grado di affrontare il titanico sforzo della maternità senza subirne un deperimento irreversibile.
Questo è davvero titanico - un piccolo di Balenottera azzurra può bere circa 400 litri di latte al giorno!


Una cascata d'acqua dalla coda di una Balenottera azzurra

La stagione dei giganti continua e, come diciamo sempre, l'oceano è il luogo dove è lecito aspettarsi l'inaspettato.
A presto qui sul Blog di CW Azores ;-)

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In compagnia delle Orche

clock April 2, 2010 21:32 by author Enrico Villa

C'è una domanda che mi viene posta di frequente - Qual è il tuo cetaceo preferito? -
La mia risposta, invariabilmente, è che non esiste una specie che io ami più delle altre, ed è una risposta sincera. D'altro canto, c'è una specie a cui mi sono interessato prima che a tutte le altre, quando ero ancora bambino.
Si tratta dell'Orca (Orcinus orca), il più grande esponente della famiglia dei Delfinidi. Chiamate ingiustamente 'Killer Whale', le orche, come tutti gli altri cetacei, non mostrano alcuna aggressività nei confronti dell'uomo.
Dato che visitano raramente le nostre acque, siamo stati particolarmente felici di poterle incontrare ieri mattina a sud della nostra isola di Pico.


Orca (Orcinus orca)

Le orche sono spesso (e indiscriminatamente) ritenute pericolose per i delfini e le balene. In effetti, vi sono popolazioni di orche che si nutrono esclusivamente (o quasi) di altri mammiferi marini, ma ve ne sono altre che sono strettamente piscivore. Accanto a queste, vi sono poi orche che sembrano essere molto meno rigide nella scelta delle loro prede.
Le abitudini alimentari, di fatto, dipendono dalla cultura del singolo gruppo o popolazione di orche. Le loro nuove leve, proprio come le nostre, apprendono tecniche di caccia consolidate da generazioni e generazioni all'interno del proprio contesto sociale e ottimizzate per avere la meglio su un determinato tipo di preda. 

 
Cucciolo di Orca

Poco si sa delle orche che passano dalle Azzorre, dato che il numero esiguo di avvistamenti ne rende difficile lo studio. Sarebbe perciò incauto e prematuro formulare ipotesi sulle abitudini alimentari delle 'nostre' orche. Ci limitiamo quindi a osservare che, nell'area in cui le abbiamo incontrate ieri, era presente un gran numero di delfini che non sembravano minimamente preoccupati dalla presenze delle loro 'cugine' più grandi.

Durante il tempo passato con le orche abbiamo avuto modo di documentare la presenza di due coppie mamma/piccolo, ma nessun maschio adulto.
Ci si può chiedere come sia possibile determinare il sesso di un'Orca senza osservarne la regione genitale. La risposta è nella pinna dorsale, più piccola e più arcuata nella femmina che nel maschio e che rappresenta pertanto un carattere sessuale secondario.
Molto più difficile è determinare il sesso dei cuccioli, dato che le loro pinne dorsali, indipendentemente dal sesso, sono simili per forma a quelle delle femmine adulte. Solo con il raggiungimento della maturità sessuale, infatti, le pinne dei maschi diverranno più alte e più diritte, raggiungendo un'altezza massima di circa 1.80 metri.

Salutiamo il passaggio delle orche con un sorriso, ritenendoci molto fortunati. D'altro canto, come dice il proverbio, la fortuna aiuta gli audaci!
Se c'è una cosa che vorrei riuscire a trasmettere a ogni persona che viene da noi per incontrare balene e delfini, seconda per importanza solo alla presa di coscienza che i cetacei hanno bisogno di essere protetti in TUTTI i mari del mondo, è che l'oceano è il luogo dove tutto può succedere e dove le emozioni più belle e inattese possono arrivare senza alcun preavviso.

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Il ritorno delle balenottere

clock March 31, 2010 02:45 by author Enrico Villa

Forse è il giorno che aspettavamo. La chiamata radio della torretta di avvistamento giunge all'improvviso, mentre osserviamo le acrobazie di un gruppo di Delfini comuni.



- Tre soffi molti alti, a circa sei miglia dalla costa. Fate presto! -
E' da qualche giorno che l'attesa si sta facendo snervante e ora, in un solo secondo, l'adrenalina sale alle stelle.
Tra qualche minuto potremmo trovarci a vivere uno dei momenti più emozionanti e indimenticabili di ogni stagione: l'arrivo dei Giganti del Mare.

Il passaggio della balenottere ha inizio nel tardo inverno o, al più tardi, a inizio primavera. Tra di loro c'è la Balenottera comune, la Balenottera boreale e, gigante tra i giganti, la Balenottera azzurra, che è l'animale più grande che sia mai esistito sul nostro pianeta.
Lanciamo la barca a tutta velocità e i dieci minuti di navigazione sembrano eterni. Poi, finalmente, arriviamo nella zona segnalata dalla torretta.
Non è facile descrivere questi momenti. Scruti la superficie del mare alla ricerca di un soffio, e quando il soffio si fa attendere hai la sensazione che l'intero oceano sia ricoperto da una pellicola traparente, che forse non si strapperà mai per lasciar passare il respiro della balena che tanto vorresti incontrare. Oggi è proprio uno di quei giorni in cui il soffio si fa attendere.
Un falso allarme? Sarebbe la prima volta. Dei capodogli scambiati per balenottere? Molto difficile e in questo caso la nostra attesa potrebbe protrarsi per ben più di qualche minuto.
Chissà perché, più il tempo passa più hai la sensazione che il soffio apparirà lontano. In realtà è solo una cosa psicologica, ma resta il fatto che oggi ho la sensazione che possa apparire così lontano da non riuscire a vederlo.
Fortuna che i presentimenti non contano.
- Blow!!!!!!! - Ecco il soffio, ed è anche abbastanza vicino alla barca.



Si tratta di una balenottera comune. Appena il tempo di osservarne il lato destro del muso (bianco in questa specie) per confermare l'avvistamento e già vediamo il soffio di una seconda balenottera.
Questa volta è un individuo giovane, di lunghezza inferiore al primo, ma la colorazione del dorso e le piccole dimensioni della pinna dorsale non lasciano dubbi: si tratta di Sua Maestà la Balenottera azzurra!

L'attesa è finita. I giganti sono tornati, per la felicità del team di CW Azores e degli undici passeggeri a bordo.
In barca, infatti, c'è un solo posto vuoto.
Non credo molto alla simbologia, ma oggi è una giornata molto particolare. Mi piace pensare che quel posto sia vuoto perché è di Carla, una carissima amica che purtroppo non c'è più.
Carlina, non ti piacesse il cielo, che tu possa navigare libera in tutti gli oceani che non hai fatto in tempo a vedere.
Questi soffi, come tutti gli altri di questa stagione, sono dedicati a te.

Per Carlina da Patrizia, Sara, Camilla, Caterina, Dania e Enrico.

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2010 - Stagione iniziata

clock March 25, 2010 23:25 by author Enrico Villa

La stagione comincia, e che inizio!
Antero ci chiama dalla torretta di avvistamento e su sua indicazione ci dirigiamo verso la costa sud di Pico.
Il nostro primo incontro è con un grande gruppo di Tursiopi (Tursiops truncatus). Justin nota tra di loro un animale strano, di dimensione maggiori.


Tursiope (Tursiops truncatus)

Di colore marrone scuro e con una pinna dorsale più bassa dalla punta arrotondata, capiamo subito che non si tratta di un Tursiope. Emerge il muso, tondeggiante, e capiamo che si tratta di una Pseudorca (Pseudorca crassidens). Dato che si tratta di animali molto sociali, siamo convinti che altre pseudorche siano presenti nell'area.
E così è! Dopo qualche minuto avvistiamo il resto del gruppo e una ventina di Pseudorche passano vicino alla nostra barca. I maschi, più grandi delle femmine, possono raggiungere i 6 metri di lunghezza.


False killer whale (Pseudorca crassidens)

Siamo decisamente sorpresi. E' la prima volta che avvistiamo le Pseudorche in primavera e questo rende l'esperienza ancora più entusiasmante.
Dirigendoci verso costa incontriamo un gruppo di Delfini comuni (Delphinus delphis). La loro presenza ci è stata rivelata dalle Berte maggiori (Calonectris diomedea), compagni consueti delle nostre uscite di Whale Watching.
L'occhio attento di Justin coglie anche la presenza di una Berta minore (Puffinus puffinus), che incuriosita dalla nostra presenza sfreccia in volo davanti alla nostra prua.

Ottimo inizio! ...e adesso siamo pronti per incontrare i Giganti del Mare, il cui passaggio è ormai imminente.

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Join us for an unforgettable holiday!

The Azores are one of the very top destinations in the world for whale watching and swimming with the dolphins.
The archipelago is the second best group of islands in the world for sustainable tourism, according to National Geographic Traveller.

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