Cadiz (Spagna), 21-23 marzo 2011.
Enrico Villa e Justin Hart di CW Azores hanno partecipato alla XXV Conferenza annuale della European Cetacean Society, presentando i risultati preliminari della nostra ricerca scientifica sulle balenottere in un poster dal titolo:
Fin whales feeding on Northern krill off Pico Island (Azores) during spring migration (434KB, PDF).
AUTORI: Enrico Villa1, Justin D. Hart1, Arthur de C. Baker2, Veronica Rossin3
(1) CetaceanWatching Lda, Cais da Madalena, 9950-305 Madalena do Pico, Azores, Portugal
(2) Retired from the Deacon Laboratory, Southampton, UK
(3) Università degli Studi dell’Insubria, Dipartimento Ambiente-Salute-Sicurezza, Varese, Italy
Il lavoro da noi presentato alla ECS Conference 2011 si riferisce ai dati raccolti nel corso della stagione 2010.
L'obiettivo di questo articolo del blog è descriverne i risultati in italiano (il poster è in inglese) e, soprattutto, in modo semplice e comprensibile a tutti.
PREMESSA
E' noto che le balenottere sono solite trascorrere l'inverno a basse latitudini (vicino ai tropici), dove le acque sono più calme e abbastanza calde per i nuovi nati. Poi, verso la fine dell'inverno, le balenottere intraprendono una migrazione verso latitudini più alte (verso nord, nel nostro emisfero), dove le acque sono più fredde ma decisamente più ricche di alimento.
E' proprio durante questa migrazione verso nord che qui a Pico vediamo il maggior numero di balenottere. Le Azzorre, infatti, si trovano proprio sulla rotta di migrazione di molte di loro.
OSSERVAZIONI
1) Per quanto considerate di passaggio, abbiamo visto che le balenottere utilizzano le nostre acque anche per mangiare. In particolare, abbiamo osservato balenottere comuni, balenottere azzurre e megattere intente a mangiare krill, e abbiamo anche visto tutte queste specie produrre feci rosse, colore tipico di una dieta a base di krill (piccoli crostacei simili a gamberetti). Abbiamo osservato anche comportamenti tipici della fase alimentare nelle balenottere boreali, anche se non hanno mai defecato in nostra presenza.
Alla base di tutto questo sta il fatto che le balenottere defecano quando hanno mangiato di recente, per esempio nelle 24 ore precedenti. Questo ci permette di affermare che abbiano mangiato al nostro "ristorante" e non altrove.
2) Abbiamo raccolti campioni di krill mentre alcune balenottere comuni erano intente a nutrirsene e una successiva analisi al microscopio ci ha permesso di determinarne la specie: Meganyctiphanes norvegica.
3) Una delle balenottere comuni foto-identificate è stata incontrata 4 volte durante un periodo di 20 giorni compreso tra la seconda metà di aprile 2010 e la prima metà di maggio 2010.
Data la distanza in giorni tra gli avvistamenti, è evidente che questo individuo non si sia allontanato molto dall'isola di Pico per tutto questo tempo, supportando l'ipotesi che le nostre acque rappresentino una sorta di stazione di servizio durante la migrazione delle balenottere, fornendo loro la possibilità di rifocillarsi durante il viaggio verso nord.
4) In oceano aperto non ci sono piante e la fotosintesi è fatta da alghe unicellulari: il fitoplankton. Sono questi piccoli organismi che producono zuccheri a partire dall'anidride carbonica, utilizzando la luce solare come fonte di energia. A sua volta il krill si nutre di fitoplankton e ne consegue che, quando la produttività primaria è alta (tanto fitoplankton), il krill trova molto alimento e la sua biomassa sarà di conseguenza molto grande. Al terzo livello trofico (terzo anello della catena alimentare) si trovano le balenottere, molte delle quali si nutrono di krill.
E' possibile stimare la quantità di fitoplankton presente nelle acque attraverso dati raccolti da satellite. Ciò che si può misurare non è tanto la biomassa di fitoplankton, quanto la concentrazione di pigmento fotosintentico contenuto nel fitoplankton: la clorofilla-a.
I dati satellitari rivelano che il 2010 è stato un anno di grande abbondanza di fitoplankton, con un picco nel mese di aprile. Il krill, che fa parte dello zooplankton, è molto efficiente nel nutrirsi di fitoplankton, è tutto torna se consideriamo che il picco di clorofilla-a crolla nel mese di maggio, quando abbiamo appunto osservato molto krill e molte balenottere che se ne nutrivano.
RISULTATI
Le evidenze sopra riportate suggeriscono che le balenottere di passaggio nella nostra area di studio (in particolare le acque a sud dell'isola di Pico) utilizzano questo habitat anche per alimentarsi e non solo come "autostrada".
Ciò supporta l'ipotesi che le nostre acque rappresentino un habitat alimentare strategico per le balenottere durante la loro migrazione primaverile verso nord.
GRAZIE
CW Azores ringrazia tutte le persone che in questi anni hanno partecipato alle nostre uscite di Whale Watching. Il prezzo del biglietto da loro pagato ci ha permesso dapprima di creare un team altamente professionale e in seguito di mantenerlo e rafforzarlo.
Ancora più importante, senza il loro appoggio non ci sarebbe stato possibile fornire il nostro piccolo contributo, che speriamo possa diventare sempre più significativo in futuro.
Enrico Villa