E' difficile trovare le parole per descrivere l'eccezionalità degli eventi a cui stiamo assistendo a Pico (Azzorre) nelle ultime settimane.
Le nostre acque sono animate da un'incredibile esplosione di vita marina, che parte dagli organismi più piccoli come il fitoplankton, fino ad arrivare ai mastodontici giganti del mare, come la Balenottera azzurra, la Balenottera comune e la Balenottera boreale. Persino le Megattere, avvistate alle Azzorre solo saltuariamente, già in due occasioni in questo inizio di stagione hanno entusiasmato i passeggeri a bordo della nostra barca.


Megattera (Megaptera novaeangliae)

In inverno le balenottere si accoppiano e danno alla luce i propri piccoli in acque relativamente calme e confortevoli, cioè più vicino ai tropici.
Il problema delle acque tropicali e subtropicali, però, è che non sono molto produttive. La radiazione solare scalda la superficie dell'oceano e crea uno strato di acqua più calda (e quindi meno densa) sopra a uno strato di acqua più fredda (e quindi più densa). E' proprio questa stratificazione che limita il riciclo delle sostanze necessarie ad 'accendere il motore' della vita nell'oceano - il ciclo del fitoplankton, composto da organismi unicellulari responsabili della maggior parte della fotosintesi negli oceani.
Ecco allora che mentre i piccoli delle balenottere possono crescere in acque calme e tiepide, le loro mamme si trovano a sostenere lo sforzo dell'allattamento in un habitat dove il cibo scarseggia drammaticamente.

Quando arriva la primavera, i cuccioli di balenottera sono diventati abbastanza forti da poter intraprendere un'epica migrazione verso acque ricche di cibo.
E' un viaggio misterioso che possono sostenere solo insieme alle loro mamme, le quali nel frattempo hanno sviluppato una necessità impellente di mangiare.
All'esplosione del fitoplankton, primo anello della catena alimentare, segue a breve un aumento drammatico di biomassa dello zooplankton, il secondo anello della catena.
Parte dello zooplankton è costituita da crostacei dalle sembianze di minuscoli gamberetti, universalmente noti come Krill (vedi foto di sotto). 


Krill in superficie a Pico

E' a questo punto che avviene il 'corto circuito'. Al terzo anello della catena appartengono infatti anche gli animali più grandi del nostro pianeta - le balenottere.
Proprio come noi durante un lungo viaggio in autostrada, nella loro rotta verso nord le balenottere non disdegnano fermarsi a una stazione di servizio per rifocillarsi. Ecco perché in queste settimane le vediamo così spesso qui a Pico. Si tratta di una sosta all'Auto... Krill!
E l'abbondanza di Krill è semplicemente stupefacente!


Balenottera boreale (Balaenoptera borealis)


Mamma e cucciolo di Balenottera azzurra (Balaenoptera musculus)

Fortunato chi si trova a Pico in questo momento e chi, non volendo perdersi questo evento epocale, ha deciso di unirsi a noi negli ultimi giorni.
So che può sembrare inopportuno fare marketing all'interno di un articolo informativo. D'altro canto, il messaggio che vogliamo far passare è davvero importante.
Sta accadendo adesso, sta accadendo proprio qui. E' una delle più formidabili occasioni che si siano registrate negli ultimi anni e non vogliamo avere il rimorso di non averlo sottolineato fino in fondo.